venerdì 22 settembre 2017

È arrivato l'autunno:

C'era una volta un piccolo topino di campagna che dopo essere tornato da un lungo viaggio in città alzò lo sguardo e vide le foglie del vecchio castagno che cadevano, stupito le guardò e disse "è arrivato l'autunno" così preparò la tana per la stagione fredda. Fine.

lunedì 21 agosto 2017

Topo e Orso

Un topo e un orso, passeggiando nel bosco di notte trovarono un cesto con formaggio e miele, si sedettero e mangiarono assieme.

Storia della lumachina:

C'era una volta una lumachina che camminando tra l'erba incontrò una formica, divennero amiche e fecero tanti viaggi. Fine.

La piccola Elga:

La piccola Elga mentre era nell'orto trovò un uccellino caduto dal nido soprastante.Lo ripose e lui per ringraziarla le donò l'anello magico.

sabato 18 marzo 2017

Per il ciclo: Interviste d'arte: Tanìk; Una vita piena di scarabocchi

Ecco la seconda intervista d'arte del mio blog, oggi andremo a scoprire un'altra forma di espressione artistica, ovvero il fumetto e l'illustrazione e lo facciamo in compagnia del disegnatore siciliano Tanìk, che su Twitter ha un profilo nel quale in 140 caratteri e soprattutto con il suo personaggio Tanìk esprime pensieri e sensazioni con garbo e acutezza.




1) -Dovendo descrivere o guidare nella tua arte cosa potresti dire; quali tecniche o materiali usi?
-Sinceramente, non sono in grado di definire la mia arte. A dire il vero non sono nemmeno sicuro si possa chiamare "arte". Per me è soprattutto "comunicazione" con un mezzo che bene o male destreggio. La matita è l'attrezzo che amo di più: la grafite, strumento sporco e grezzo che paradossalmente va a scontrarsi con la mia costante ricerca di perfezione ed equilibrio. È come se il tratto, granuloso ed incostante, facesse parte di quell'equilibrio. Ma non è che quando disegno in realtà penso a queste cose eh: lo faccio e basta. Poi le matite colorate, gli acquerelli (che amo, anche se non so usare benissimo) e in passato anche acrilico e olio. La computer grafica anche: a volte "completo" i lavori con l'intervento del pc (specialmente nella colorazione)... ma non ti so dire se è una tecnica che amo. Sento che dentro di me sono più propenso ai mezzi più tradizionali... 

2)-Inizi ad interessarti all'arte quando e perchè?
-Ho iniziato grazie a mia mamma. Lei era brava a disegnare (dico "era" perché poi non ha disegnato più) e quindi ho iniziato da piccolo. Il resto è stato un susseguirsi. Anche se stavo per diventare pianista. (ndr. aggunge emoticon che ridono)

3)-Artisticamente maturo quando lo sei diventato?
-Artisticamente maturo non lo sono MAI diventato e penso che mai lo diventerò. C'è sempre da crescere, da migliorare, da arricchire... sempre.

4)Interesse ha riscosso il tuo personaggio fumetto Tanìk, che è un pò il tuo alter ego; quando nasce? se dovessi descriverlo?
-Tanik in realtà è nato per caso... studiato appositamente per Twitter. L'idea iniziale era quella di avere delle "emoticon" personali con cui interagire, e col pretesto mostrare i disegni. Poi la cosa man mano si è estesa. Il personaggio mi ricorda solo vagamente (esteticamente parlando) ma caratterialmente sono io in tutto e per tutto. Quindi per descrivere lui dovrei descrivere me (ndr. altre emoticon che ridono)

5)Oltre a Tanìk quali sono gli altri interessi all'interno del mondo del fumetto e dell'illustrazione?
-Gli interessi purtroppo sono molti... troppi da elencare. Ed è un problema, perché avrei voluto cinquanta vite per poter approfondire bene tutto... ovviamente mi riferisco a interessi in ambito artistico.

6) Per il futuro cosa si prospetta nel mondo del fumetto? del tuo mondo intendo.
-Il futuro, che grande incognita.... è il futuro che uccide tutto. In tutti i sensi. Pensare al futuro significa pensare al tempo che passa, e questo porta ad avere fretta, a correre per arrivare alla meta... e questo ci fa dimenticare che non è la meta, ad essere importante, ma il percorso stesso. Per cui cerco per quanto possibile di non pensarci. Per cui posso dire che sicuramente preparerò un book (già in lavorazione) e molto probabilmente ci sarà una collaborazione con mio fratello. E quindi mi allaccio anche alla risposta 7. Altre collaborazioni probabilmente si, ma è presto per parlarne. Ci sono stati dei contatti.. si vedrà.



7) collaborazioni?
.... (leggere risposta alla domanda numero 6)

                                                         Due disegni fatti all'Accademia


Ritratto

                                                                   Tanìk

lunedì 2 gennaio 2017

Piccola riflessione sull'arte in Italia:

Come si fa a investire in arte in Italia quando gli italiani stessi sono educati a conoscere solo l'arte antica da chi fa divulgazione? da anni l'italiano si sente ripetere che Michelangelo è il punto di arrivo assoluto di tutta l'arte. La maggior parte dei musei che abbiamo vanno già bene così dunque, assolvono a questa funzione pedagocico-limitativa di esaltazione dell'antico.
L'italiano medio non sa nemmeno cosa ci sia stato dopo Michelangelo. Ma non per colpa sua, ma perché in tv (strumento di informazione e acculturazione democratico che arriva a tutti) gli propina sempre le solite nozioni medioevo-rinascimentali, dove immagini di santi miracolanti e estasiati ed estasianti si contrappongono alla celebrazione del potere e del prestigio ecclesiastico papale. Siamo un paese vecchio anche da questo punto di vista che guarda solo nel passato fieramente e snobbando, ignorantemente, tutto il resto...

Che i pittori futuristi ci avessero visto giusto in qualche loro idea?
1) Distruggere il culto del passato, l'ossessione dell'antico, il pedantismo e il formalismo accademico.
2) Disprezzare profondamente ogni forma d'imitazione.
3) Esaltare ogni forma di originalità, anche se temeraria, anche se violentissima.
4) Trarre coraggio ed orgoglio dalla facile faccia di pazzia con cui si sferzano e s'imbavagliano gl'innovatori.
5) Considerare i critici d'arte come inutili e dannosi.
6) Ribellarci contro la tirannia delle parole: armonia e di buon gusto, espressioni troppo elastiche, con le quali si potranno facilmente demolire l'opera di Rembrandt, quella di Goya e quella di Rodin.
7) Spazzar via dal campo ideale dell'arte tutti i motivi, tutti i soggetti già sfruttati.
8) Rendere e magnificare la vita odierna, incessantemente e tumultuosamente trasformata dalla scienza vittoriosa. Siano sepolti i morti nelle più profonde viscere della terra! Sia sgombra di mummie la soglia del futuro! Largo ai giovani, ai violenti, ai temerari!
Umberto Boccioni , Carlo Dalmazzo Carrà , Luigi Russolo, Giacomo Balla , Gino Severini

Francis Bacon: Studio dal ritratto di Innocenzo X

martedì 12 luglio 2016

Per il ciclo: Interviste d'arte: Dafne Lopiano: L'arte ha sempre bisogno di incontrarsi

Con questo post si apre un breve ciclo di due brevi interviste via web a due artisti conosciuti su Twitter.
La prima di cui si parlerà è Dafne Lopiano, dal mio punto di vista un'artista poliedrica e altamente espressiva e gestuale, dotata di una evocatività che poche volte mi è capitato di vedere. Traspare un senso di decadentismo unito ad un gesto pittorico e grafico che enfatizza la raffinatezza di sensuale esecuzione.

Ma procediamo dall'inizio:

-Se dovessi descrivere o guidare nella tua arte cosa potresti dire; quali tecniche e materiali usi?


Utilizzo prevalentemente materiali industriali (smalti, resine, plastiche, pvc). Mi 

piace il contatto con l'antico (le femme fatal anni 20/30) e il materiale da 

"cantiere o ferramenta" che rendono tutto artificiale.


-Artisticamente matura quando lo sei diventata?

-Ho fatto l'assistente unica per anni di un artista internazionale molto importante. Ci siamo dati e presi tutto. Devo a lui quello che sono oggi. Direi che sono diventata matura quando lui mi ha lasciato andare con le mie gambe perché pronta a camminare da sola.


-L'incontro e la collaborazione con Baldo Diodato ha aiutato a maturare?

-Assolutamente sì, con lui ho vissuto anni difficili, intensi, molto prolifici ma complicati. Baldo è un maestro severo anche se profondamente professionale.


-I tuoi viaggi europei hanno aiutato a svliuppare il tuo mondo artistico?

-I vaggi sono stati fondamentali per vedere e toccare i luoghi e le opere dal vivo. Ho vissuto inoltre come un'artista con pochi soldi e poche possibilità, raschiando tutto per vedere un museo o comprare una sanguigna... È una esperienza che un'artista deve necessariamente fare anche perché si conoscono tanti artisti e realtà metropolitane.


-Il tuo potrebbe essere definito "Simbolismo 2.0?

-Simbolismo 2.0..? Non saprei... vorrei entrare dentro una categoria artistica. Il mio sogno è quello di formare una nuova corrente insieme ad altri artisti... Stendere un manifesto... creare dei salotti d'arte dove formare una corrente... Forse si è simbolismo ciò che faccio ma purtroppo per ora terribilmente solitario, eclettico, senza una radice.


Ecco tre lavori di Dafne Lopiano:





                                                                  Smoke

                                                         Tecnica mista (acrilico, glitters, PVC, resine)




                                                                          Luxury, come una Maya
                                     Stampa digitale su PVC telato, maylar, acrilico, resina bicomponente



                                                                                     "Air"

                                                                     Premio Fondazione Mazzullo

                                                                    Art Taormina

                                                                    26 giugno - 18 luglio 2015